De la provincia de Mien
S
appiate che, quando l'uomo à cavalcate 15 giornate per questo cosí diverso luogo, l'uomo truova una città ch'à nome Mien, molto grande e nobile. La gente è idola. E' son al Grande Kane e ànno lingua per loro. E in questa città à una molto ricca cosa, ché anticamente fue in questa città un molto ricco re; e quando venne a morte, lasciò che da ogne capo de la sua sopultura si dovesse fare una torre, l'una d'oro e l'altra d'ariento. E queste torri sono fatte com'io vi dirò, ch'elle sono alte bene 10 passi e grosse come si conviene a quella altezza. La torre si è di pietre, tutta coperta d'oro di fuori, ed èvi grosso bene un dito, sí che vedendola par pure d'oro; di sopra è tonda, e quel tondo è tutto pieno di campanelle endorate, che suonano tutte le volte che 'l vento vi percuote. L'altra è d'ariento, ed è fatta né piú né meno. E questo re le fece fare per sua grandezza e per sua anima; e dicovi ch'ell'è la piú bella cosa del mondo a vedere e di magiore valuta. E 'l Grande Kane conquistò questa provincia com'io vi dirò. Il Grande Kane disse a tutt'i giullari ch'avea in sua corte, che volea ch'andassero a conquistare la provincia de Mien, e darebbe in lor compagnia quelli di Caveitan e quelli d'Aide. Li giullari dissero che volontieri. Vennero quie con questa gente i giullari, e presero questa provincia. Quando fuoro a questa città, videro cosí bella cosa di queste torri; mandaro a dire al Grande Kane, ov'elli era, la bellezza di queste torri e la ricchezza e 'l modo come fuoro fatte, e se volea che le disfacessono e mandasselli l'oro e l'ariento. Lo Grande Kane, odendo che quello re l'avea fatte fare per su'anima e per ricordanza di lui, mandò comandando che non fossono guaste, anzi vi stessono per quello per che l'avea fatte fare il re di quella terra. E di ciò non fue maraviglia, ché neuno Tartaro non tocca cosa di neuno uomo morto. Egli ànno leofanti assai e buoi salvatichi grandi e belli, e di tutte bestie in grande abondanza. Ò detto di questa provincia; diròvi d'un'altra ch'à nome Gangala.


De la provincia di Gangala
G
angala è una provincia verso mezzodie, che negli anni Domini 1290 che io Marco era ne la corte del Grande Kane, ancora no l'avea conquistata, ma tuttavia v'era l'oste e sua gente per conquistalla. In questa provincia à re, e ànno loro linguaggio. E' sono pessimi idoli; e sono a li confini de l'India. Quin'àe molti erniosi. Li baroni di quella contrada ànno li buoi grandi come leofanti, ma no sí grossi. Ellino vivono di carne e di riso, e fanno grande mercatantia, ch'egli ànno spigo e galinga e zizibe e zucchero e di molt'altre care spezie. Qui vegnono i mercatanti e qui acattano de le spezie che io v'ò detto. E quini truovano assai, ché sapiate che li mercatanti acattano in questa provincia assai, e poscia li portano a vendere per molte altre parti. Qui no à 'ltro ch'i' voglia contare, e però ci partiremo e diremo d'un'altra provincia verso levante ch'à nome Caugigu.


De la provincia di Caugigu
C
augigu è una provincia del levante che à re. E' sono idoli, e ànno lingua per loro. Elli s'attendono al Grande Kane, e ogn'anno li fanno trebuto. E dicovi che questo re è sí lusurioso, ch'egli à bene 300 moglie, e com'egli à una bella femina ne la contrada, incontanente la piglia per moglie. Qui si truova molt'oro e care spezie, ma è molto di lungi dal mare, però non vagliono guari loro mercatantie. Egli ànno molti leofanti e altre bestie assai, e vivono di carne e di riso; e 'l vino fanno di riso. I maschi e le femine si dipingono tutti a ucelli, a besti' e ad aguglie ed altri divisamenti; e dipingosi il volto e le mani e 'l corpo e ogne cosa. E questo fanno per gentilezza, e chi piú n'à di queste dipinture, piú si tiene gentile e piú bello. Or lasciamo di questo, e diròvi d'un'altra provincia ch'è chiamata Aniu, ch'è verso levante.


D'Aniu
A
niu è una provincia verso levante, che sono al Grande Kane. E' sono idoli. Elli vivono di bestie e di terra, e ànno lingua per loro. Le donne portano a le bracce e a le gambe bracciali d'oro e d'ariento di grande valuta, e gli uomini li portano migliori e piú cari. Egli ànno buoni cavalli ed assai, e quelli d'India ne fanno grande mercatantia; egli ànno grande abondanza di buoi, di bufale e di vacche, perch'ànno molto buon luogo da ciò per fare buone pastur'e per erbe; da vivere di tutte cose. E sappiate che d'Aniu infino a Cagigu, ch'è di dietro, si à 15 giornate; e di quie a Bangala, ch'è la terza provincia arieto, si à 20 giornate. Or ci partiremo d'Aniu, e andremo a un'altra provincia ch'à nome Toloman, ch'è di lungi da questa 8 giornate verso levante.


Di Toloman
T
oloman è una provincia verso levante, e ànno lingua per loro e sono al Grande Kane. La gente è idola. E' sono bella gente, no bene bianchi ma bruni, e sono buoni uomini d'arme. E ànno assai città e castella, e ànno grandissima quantità di montagne e forti. E quando muoiono, fanno ardere i loro corpi, e l'ossa che non possono ardere, sí le mettono in piccole cassette e pòrtalle a le montagne, e fannole stare apiccate ne le caverne, sí che né uomo né altra bestia no le può toccare. Qui si truova oro asai; la moneta minuta è di porcellane, e cosí tutte queste province, come Bangala e Cagigu ed Aniu, espendono oro e porcellane. Quini à pochi mercatanti, ma sono ricchi. Elli vivono di carne e di lardo e di riso e di molte buone spezie. Or lasciamo di questa provincia, e diròvi d'un'altra ch'è chiamata Cugiu, verso levante.


Di Cugiu
C
ugiu è una provincia verso levante che, quando l'uomo si parte di Toloman, e' va 12 giornate su per uno fiume, ov'à ville e castella assai. Non v'à cose da ricordare. E di capo de le 12 giornate si truova la città di Cugiu, la qual è molto nobile e molto grande. E' sono idoli ed al Grande Kane. E' vivono di mercatantia e d'arti, e fanno panno di scorze d'àlbori e sono be' vestir di state. E' sono uomini d'arme; non ànno moneta se non le carte del Grande Kane. E' v'à tanti leoni che, se neuno dormisse la notte fuori di casa, sarebbe incontanente manicato. E chi di notte va per questo fiume, se la barca no sta bene di lungi da la terra, quando si riposa la barca, andrebbe alcuno leone e piglierebbe uno di questi uomini e mangiarebbelo, ma gli uomini si ne sanno bene guardare. Li leoni ci sono grandissimi e pericolosi. E sí vi dico una grande maraviglia, che due cani vanno a un grande leone - questi cani di questa contrada - e ucidollo, tanto sono arditi, e diròvi come. Quando un uomo è a cavallo con due di questi buoni cani, come i cani veggono il leone, sí tosto corrono a lui, l'uno dinanzi e l'altro di dietro, ma sono sí mastri e leggeri che 'l leone non li tocca, perché 'l leone guarda molto all'uomo. E 'l leone si mette a partire per trovare àlbore ove ponga le reni per mostrare il viso a li cani, e' cani tuttavia lo mordono a le cosce, e fannolo rivolgere or qua or là; e l'uomo ch'è a cavallo sí lo seguita percotendolo di sue saette molte volte, tanto che il leone cade morto, sí che non si può difendere da un uomo a cavallo co due buoni cani. Egli ànno seta assai, e su per questo fiume va mercatantia assai da ogne parte per li rami di questo fiume. E ancora andando su per questo fiume 12 giornate, si truova città e castella assai. Le gente sono idole e sono al Grande Kane; e spendono monete di carte. Alcuna gente v'à d'arme, alcuna v'à di mercatanti e artefici. Di capo de le 12 giornate si truova Sindifu, di che questo libro parlò adietro. Di capo di queste 12 giornate, l'uomo cavalca bene 70 giornate per terre e per province, di che parlò questo libro adietro. Di capo de le 70 giornate l'uomo truova Cugiu, ove noi fummo. Da Cugiu si parte e va 4 giornate, trovando castella e città assai. E' sono artefici e mercatanti, e sono al Grande Kane; ànno moneta di carta. Di capo de le 4 giornate si truova Cacafu, ch'è de la provincia del Catai. E diròvi sua usanza e suoi covenentri, come potrete udire.Cugiu è una provincia verso levante che, quando l'uomo si parte di Toloman, e' va 12 giornate su per uno fiume, ov'à ville e castella assai. Non v'à cose da ricordare. E di capo de le 12 giornate si truova la città di Cugiu, la qual è molto nobile e molto grande. E' sono idoli ed al Grande Kane. E' vivono di mercatantia e d'arti, e fanno panno di scorze d'àlbori e sono be' vestir di state. E' sono uomini d'arme; non ànno moneta se non le carte del Grande Kane. E' v'à tanti leoni che, se neuno dormisse la notte fuori di casa, sarebbe incontanente manicato. E chi di notte va per questo fiume, se la barca no sta bene di lungi da la terra, quando si riposa la barca, andrebbe alcuno leone e piglierebbe uno di questi uomini e mangiarebbelo, ma gli uomini si ne sanno bene guardare. Li leoni ci sono grandissimi e pericolosi. E sí vi dico una grande maraviglia, che due cani vanno a un grande leone - questi cani di questa contrada - e ucidollo, tanto sono arditi, e diròvi come. Quando un uomo è a cavallo con due di questi buoni cani, come i cani veggono il leone, sí tosto corrono a lui, l'uno dinanzi e l'altro di dietro, ma sono sí mastri e leggeri che 'l leone non li tocca, perché 'l leone guarda molto all'uomo. E 'l leone si mette a partire per trovare àlbore ove ponga le reni per mostrare il viso a li cani, e' cani tuttavia lo mordono a le cosce, e fannolo rivolgere or qua or là; e l'uomo ch'è a cavallo sí lo seguita percotendolo di sue saette molte volte, tanto che il leone cade morto, sí che non si può difendere da un uomo a cavallo co due buoni cani. Egli ànno seta assai, e su per questo fiume va mercatantia assai da ogne parte per li rami di questo fiume. E ancora andando su per questo fiume 12 giornate, si truova città e castella assai. Le gente sono idole e sono al Grande Kane; e spendono monete di carte. Alcuna gente v'à d'arme, alcuna v'à di mercatanti e artefici. Di capo de le 12 giornate si truova Sindifu, di che questo libro parlò adietro. Di capo di queste 12 giornate, l'uomo cavalca bene 70 giornate per terre e per province, di che parlò questo libro adietro. Di capo de le 70 giornate l'uomo truova Cugiu, ove noi fummo. Da Cugiu si parte e va 4 giornate, trovando castella e città assai. E' sono artefici e mercatanti, e sono al Grande Kane; ànno moneta di carta. Di capo de le 4 giornate si truova Cacafu, ch'è de la provincia del Catai. E diròvi sua usanza e suoi covenentri, come potrete udire.


De la città di Cacafu
C
ancafu è una città grande e nobile ver' mezzodie. La gente è idola; e' sono al Grande Kane, e fanno ardere loro corpo, quand'è morto. E' sono mercatanti e artefici, perch'egli ànno seta assai e zendadi; fanno drappi di seta indorati assai. E à città e castella sotto sé. Or ci partiamo di qui e anderemo 3 giornate verso mezzodie, e dirén d'un'altra città ch'à nome Ciaglu.


Della città di Ciaglu
C
ianglu è una molto grande città de la provincia del Catai, ed è al Grande Kane; e' sono idoli. La moneta ànno di carte, e fan ardere lor corpi morti. E in questa città si fa 'l sale in grandissima quantità, e diròvi come. Qui à una terra molto salata, e fannone grandi monti, e 'n su questi monti gittano molt'acqua, tanto che l'acqua vae di sotto. Poscia quest'acqua fanno bollire in grandi caldaie di ferro assai, e quest'acqua è fatta sale, bianca e minuta. E di questo sale si porta per molte contrade. Qui no à 'ltro da ricordare. Or vi conterò d'un'altra città ch'à nome Ciangli, ch'è verso mezzodie.


Di Ciangli
C
iangli è una città del Catai. E' sono idoli e al Grande Kane; e ànno moneta di carte. È di lungi da Ciaglu 5 giornate, sempre trovando città e castella. Questa contrada è di grande prode al Grande Kane, ché per mezzo la terra vae un grande fiume, ove sempre va molta mercatantia di seta e di molta spezzeria ed altre cose. Or ci partiamo, e diròvi d'un'altra città ch'à nome Codifu, di lungi da questa 6 giornate verso mezzodie.


Della città ch'à nome Codifu
Q
uando l'uomo si parte di Ciangli, e' va 6 giornate verso mezzodie, tuttavia trovando castella e città di grande nobiltà. E' sono idoli ed ardono lo corpo morto. E' sono al Grande Kane, e ànno moneta di carte. E' vivono di mercatantie e d'arti, e ànno grand'abondanza d'ogne cosa da vivere. Ma non v'à cosa da ricordare, e però diremo di Condifu. Sapiate che Condifu fue già molto grandissimo reame, ma 'l Grande Kane lo conquistò per forza d'arme; ma 'ncora ell'è la piú nobile cittade di quel paese. Quiv'àe grandissimi mercatanti; quiv'àe tanta seta ch'è maraviglia, e belli giardini e molti frutti e buoni. E sapiate che questa città à sotto sé 15 città di grande podere, che sono tutte di grandi mercatantie e di grande prode. E dicovi che ne l'anni Domini 1273, il Grande Kane avea dato a un suo barone bene 80.000 cavalieri, ch'andasse a questa città per guardalla e per salvalla. Quand'elli fue istato in questa contrada un tempo, ordinò con certi uomini di quel paese di fare tradimento al signore e ribellare tutte queste terre dal Grande Kane. Quando il Grande Kane seppe questo, vi mandò 2 suoi baroni con 100.000 cavalieri. Quando questi due baroni furo làe presso, il traditore uscío fuori co questa gente ch'avea, ch'era bene 100.000 cavalieri e molti pedoni. Qui fu la battaglia grandissima: il traditore fue morto e molti altri; e tutti coloro de la terra ch'erano colpevoli, il Grande Kane li fece uccidere, e a tutti gli altri perdonò. Or ci partiamo, e diròvi d'un'altra contrada ch'è verso mezzodí, ch'à nome Signi.


Di Signi
Q
uando l'uomo si parte da Condifu, l'uomo va 3 giornate ver' mezzodie, tuttavia trovando città e castella assai, cacciagioni e ucelli asai, e d'ogne cosa grand'abondanza. A capo de le tre giornate si truova la città di Signi ch'è molto grande e bella e di grande mercatantia e d'arti assai. E' sono idoli ed al Grande Kane; la loro moneta è di carte. E sí vi dico ch'egli ànno un fiume, ond'egli ànno grande prode; e diròvi come gli uomini de la contrada questo fiume, che viene di verso mezzodie, l'ànno partito in due parti, l'una parte verso levante e va au Mangi, e l'altra verso ponente, cioè verso lo Catai. E dicovi che questa terra à sí grande novero di navi, che quest'è maraviglia, né no sono grandi navi; e con queste navi a queste province portano e recano grandi mercatantie, tanto ch'è maraviglia a credere. Or ci partiremo di qui, e direnvi d'un'altra verso mezzodie, ch'à nome Ligni.


Di Ligni
Q
uando l'uomo si parte di Signi, e' va per mezzodie 8 giornate, tuttavia trovando castella e città assai, ricche e grandi. E' sono idoli e fan ardere lor corpo morto. E' sono al Grande Kane; la moneta son carte. A capo de l'otto giornate truova una città ch'à nome Ligni, ch'è capo del regno: la città è molto nobile. E' sono uomini d'arme. Vero è ch'è terra d'arti e di mercatantie; e àvi di bestie e d'ucelli grand'abondanza, e da mangiare e da bere asai. Ed è sul fiume che io vi ricordai di sopra; ed à maggior navi che l'altre di sopra. Or lasciamo qui, e diròvi d'un'altra città ch'à nome Pigni, ch'è molto grande e ricca.


Di Pigni
Q
uando l'uomo si parte di Ligni, e' va tre giornate per mezzodie, trovando castella e città assai. E' sono del Catai, e sono idoli e fanno ardere i loro corpi morti; e sono al Grande Kane. E àvi ucelli e bestie assai, i miglior del mondo; di tutto da vivere ànno grande abondanza. Di capo de le tre giornate si truova una città ch'à nome Pigni, molto grande e nobile, di grandi mercatantie e d'arti. Questa città è a l'entrata de la grande provincia deu Mangi. Questa città rende grande prode al Grande Kane. Or ci partiamo, e diròvi d'un'altra città ch'à nome Cigni, ch'è ancora al mezzodie.


Di Cigni
Q
uando l'uomo si parte de la città di Pigni, e' va due giornate ver' mezzodie per belle contrade e diviziose d'ogne cosa. E a capo de le due giornate trova la città di Cigni, ch'è molto grande e ricca di mercatantia e d'arti. La gente è idola e fanno ardere lo' corpo. Lor monete son carte, e sono al Grande Kane; e ànno molto grano e biada. Qui no à 'ltro; però ci partiremo e andremo piú inanzi. Quando l'uomo è ito 3 giornate ver' mezzodie, l'uomo truova belle città e castella, belle cacciagioni e ucellagioni e buoni cani, e biada asai. E' sono come que' di sopra. Di capo de le 3 giornate si truova il grande fiume di Carameran che vien de la terra del Preste Gianni. Sapiate ch'è largo un miglio e molto profondo, sí che bene vi puote andare grande nave. Egli à in questo fiume bene 15.000 navi, che tutte sono del Grande Kane per portare sue cose, quando fa oste a l'isole del mare, ché 'l mare v'è presso una giornata. E ciascuna di queste navi vuole bene 15 marinai, e portano intorno di 15 cavalli, cogli uomini con loro arnesi e vidande. Quando l'uomo ha passato questo fiume, entra ne la grande provincia deu Mangi; e diròvi come la conquistò il Grande Kane.


Come il Grande Kane conquistò lo reame de li Mangi
E
gli è vero che ne la grande provincia deu Mangi era signore Fafur, ed era, dal Grande Kane in fuori, il maggior signore del mondo e 'l piú possente d'avere e di gente. Ma no sono genti d'arme; ché se fossono stati buoni d'arme, a la forza de la contrada, mai no l'avrebbe perduta, ché le terre sono tutte atorneate d'acqua molto fonda e non vi si va se no per ponte. Sí che 'l Grande Kane gli mandò un barone ch'avea nome Baian Anasan, ciò è a dire 'Baian Cento Occhi', e questo fue negli anni Domini 1273. E 'l re del Mangi trovò per sua isteromia che la sua terra mai no si perderebbe se non per un uomo ch'avesse 100 occhi. E andò Baian con grandissima gente e co molte navi che li portaro uomeni a piè ed a cavallo. E' venne a la prima città de li Mangi, e no si volle rendere a lui; poscia andò a l'altre infino a le 6 città, e queste lasciava, però che 'l Grande Kane li mandava molta gente dietro - ed è questo Grande Kane che oggi regna. Or avenne che costui la 6 città prese per forza, e poscia ne pigliòe tante che n'ebbe 12; poscia se n'andò a la mastra città de li Mangi, ch'à nome Quisai, ov'era il re e la reina. Quando il re vide tanta gente, ebbe tal paura che si partí de la terra co molta gente e bene co 1.000 navi, e andò al mare Oceano e fuggí ne l'isole; la reina rimase, che si defendea al me' che potea. E la reina dimandò chi era il segnore de l'oste; fulle detto: 'Baian Cento Occhi'. E la reina si ricordò de la profezia ch'ò detto di sopra: incontanente rendéo la terra, e incontanente tutte le città de li Mangi si rendero a Baian. E in tutto 'l mondo non era sí grande reame come questo; e diròvi alcuna de le sue grandezze. Sapiate che questo re face' ogn'anno nutricare 20.000 fanciulli piccioli; e diròvi come. In quella provincia si gittano i fanciulli come sono nati - cioè le povere persone che no li possono notricare -; e quando un ricco uomo non à figliuoli, e' va al re e fassine dare quanti vuole. E quando egli àe fanciulli e fanciulle da maritare, sí gli amoglia insieme, e dàlli onde possano vivere; e in questo modo n'aleva ogn'anno bene 20.000 tra maschi e femine. Ancora fae un'altra cosa, che quando lo re vae per alcuno luogo ed e' vede due belle case e dal lato una piccola, ed elli domanda perché quelle sono magior di quella; e s'egli è perché sia d'alcuno povero che no la possa fare magiore, incontanente comanda che de' suoi danari sia fatta. Ancora questo re si fa servire a piú di mille tra donzelli e donzelle. Elli mantiene suo regno in tanta iustizia, che non vi si fa nullo male, che tutte le mercatantie stanno fuori. Contato v'òe del regno; or vi conterò de la reina. La reina fue menata al Grande Kane, e 'l Grande Kane le fece grande onore, come a grande reina. E il re, marito di questa reina, mai non uscí de l'isole del mare Oceano, e quivi morío. Or lasceremo di questa matera, e torneròvi a dire de la provincia deu Mangi e di lor maniere e di lor costumi ordinatamente. E prima coninceremo de la città di Caygiagui.


Di Caygiagui
C
aygiagui è una grande città e nobile, ed è a l'intrata de la provincia deu Mangi inver' isciloc. La gente è idola, e ardono lo' corpo morto; e sono al Grande Kane. È 'n sul grande fiume di Caramoran, e àvi molte navi. Questa terra è di grande mercatantia, perch'è capo de la provincia, ed in luogo da ciò. Qui si fa molto sale, sí che ne dà bene a 40 città; il Grande Kane n'à grande rendita di questa città, tra del sale e de la mercatantia. Or ci partiamo di qui, e diròvi d'un'altra città ch'à nome Pauchin.


Di Pauchin
Q
uando l'uomo si parte di qui, l'uomo va bene una giornata per isciloc per una strada lastricata tutta di belle pietre; e da ogne lato de la strada si è l'acqua grande, e non si puote intrare in questa provincia se non per questa strada. Di capo di questa giornata si truova una città ch'à nome Pauchin, molto grande e bella. La gente è idola, e fanno ardere lo' corpo; e sono al Grande Kane. E' sono artefici e mercatanti: molta seta ànno e fanno molti drappi di seta e d'oro; e da vivere ànno assai. Qui non à 'ltro; però ci partiamo e diremo d'un'altra ch'à nome Cayn.


Di Cayn
Q
uando l'uomo si parte di Pauchin, l'uomo va una giornata per isciloc, e truova una città ch'à nome Cayn, molto grande. E' sono come que' di sopra, salvo che v'è piú bella ucellagione; ed èvi per uno viniziano ariento tre fagiani. Or diremo d' un' altra ch' à nome Tingni.


Tingni
T
ingni è una città molto bella e piacevole, no molto grande, ch'è di lungi da quella di sopra una giornata. La gente si è idola, e sono al Grande Kane; moneta ànno di carte. Qui si fa molte mercatantie ed arti; e àvi molti navi, ed è verso sciloc. Qui àe ucellagioni e cacciagioni assai. Ed è presso a tre giornate al mare Ozeano. Qui si fa molto sale, e 'l Grande Kane n'à tanta rèdita ch'a pena si crederebbe. Or ci partiamo di qui, e andiamo a un'altra ch'è presso ad una giornata a questa.


D'un'altra città
Q
uando l'uomo si parte di Tingni, l'uomo va verso sciloc una giornata, trovando castella asai e case. Di capo truova una città grande e bella, ch'à sotto di sé 27 città tutte buone e di grandi mercatantie. E in questa città à uno de' 12 baroni del Signore; e messer Marco Polo signoregiò questa città 3 anni. Qui si fa molti arnesi d'arme e da cavalieri. Di qui ci partiamo, e diròvi di due grandi province de li Mangi, che sono verso levante; e prima de l'una, ch'à nome Nangi.


Di Nangi
N
angi è una provincia molto grande e ricca. La gente è idola; la moneta è di carte, e sono al Grande Kane. E' vivono di mercatantia e d'arti. Ànno seta assai, uccellagioni e cacciagioni e ogne cosa da vivere; e ànno leoni asai. Di qui ci partiamo, e conteròvi de le 3 nobili città de Sagianfu, però che troppo sono di grande affare.


Della città di Sagianfu
S
aianfu è una grande città e nobile, ch'à sotto sé 12 città grandi e ricche. Qui si fa grandi arti e mercatantie, e son idoli. La moneta è di carte, e fanno ardere lor corpo morto. E' sono al Grande Kane; e ànno molta seta. Ell'à tutte nobile cose ch'a nobile città conviene. E sapiate che questa città si tenne 3 anni poscia che tutto il Mangi fue renduto, tuttavia standovi l'oste; ma non vi potea stare se no da un lato verso tramontana, ché da l'altro si è il lago molto profondo. Vivanda aveano assai per questo lago, sí che la terra per questo asedio mai no sarebbe perduta. Volendosi l'oste partire co grande ira, messer Nicolao e 'l suo fratello e messer Marco Polo dissero al Grande Kane ch'aveano con loro uno ingegnere che farebbe ta' mangani che la terra si vincerebbe per forza. Il Grande Kane fue molto lieto, e disse che tantosto fosse fatto. Comandaro costoro a questo loro famigliare, ch'era cristiano nestorino, che questi mangani fossoro fatti. Fuoro fatti e rizzati dinanzi a Saianfu; fuoro tre, e cominciaro a gittare pietre di 300 libbr' e tutte le case guastavano. Questi de la terra, vedendo questo pericolo, ché mai non aveano veduto neuno mangano - e quel fue il primo mangano che mai fosse veduto per neuno Tartaro -, que' de la terra fuoro a consiglio, e rendero la terra al Grande Kane, com'eran rendute tutte l'altre. E questo adivenne per la bontà di messer Nicolò e di messer Mafeo e di messer Marco; e no fue piccola cosa, ch'ell'è bene una de le miglior province ch'abbia il Grande Kane. Or lasciamo di questa matera, e diròvi d'una provincia ch'à nome Sigui.


Di Sigui e 'l fiume di Quian
Q
uando l'uomo si parte di qui e l'uomo va per siloc 15 miglia, l'uomo truova una città ch'à nome Sigui, ma non è troppo grande, ma è di grande mercatantia e di grande navilio. E' sono idoli ed al Grande Kane; la moneta è di carte. E sapiate ch'ell'è in sul maggior fiume del mondo, ch'è chiamato Quian. Egli è largo; in ta' luogo v'àe 10 miglia e 'n tale 8 e 'n tale 6; ed è lungo piúe di 100 giornate. Per questo fiume questa città à molte navi onde 'l Grande Kane n'à grande rédita per la mercatantia che va súe e giúe e quine si riposa. E per le molte città che sono su per quel fiume, per quel fiume va piú mercatantia che per tutti gli altri fiumi de' cristiani e piú cara mercatantia, né 'ncora per tutto loro mare; ché io vidi a questa città per una volta 15.000 navi aportate. Sapiate da che questa città, che no è molto grande, à tante navi, quante so' l'altre, ch'àe in su questo fiume bene 16 province e àvi su bene 200 buone città, che tutte ànno piú navilio che questa. Le navi son coverte e ànno un àlbore, ma sono di grande portare, che ben portano da 4.000 cantari insino in 12.000 cantari. Tutte le navi ànno sarta di canave, cioè legami per legare le navi e per tiralle su per questo fiume. Le piccole sono di canne grosse e grandi, com'io v'ò detto di sopra; elli legano l'una all'altra, e fannole lunghe bene 300 passi e fendole; e sono piú forti che di canave. Or lasciamo qui, e torneremo a Caigui.


De la città di Caigui
C
aigui è una piccola città ver' siloc. E' son idoli e al Grande Kane; ànno moneta di carte. E' sono in su questo fiume. Qui si ricoglie molto grano e riso, e va fino a la grande città di Cabalu, a la corte del Grande Kane, per acque, non per mare ma per fiumi e per laghi. De la biada di questa città ne logora grande parte de la corte del Grande Kane. E 'l Grande Kane à fatta ordinare la via da questa città insino a Cabalu, ch'egli à fatte fare fosse larghe e profonde da l'un fiume a l'altro e da l'un lago a l'altro, sí che vi va bene grandi navi. E cosí si può andare per terra, ché lungo la via de l'acqua si è quella de la terra. E nel mezzo di questo fiume à un'isola guasta, ov'àe un munistero d'idoli, che v'à 200 freri; e quie à molti idoli, e quest'è capo di molt' altri monisteri d' idoli. Or ci partiremo di qui e paseremo lo fiume; e diròvi di Cinghiafu.


Della città chiamata Cinghiafu
C
inghiafu è una città deu Mangi, che si sono come gli altri. Sono artefici e mercatanti; cacciagioni e ucellagioni àn asai, e molta biada e seta, e drappi di seta e d'oro. Quiv'è due chiese di cristiani nestorini, e questo fue dagli anni Domini 1278 in qua, e diròvi perché. E' fue vero che in quel tempo vi fu segnore per lo Grande Kane un cristiano nestorino tre anni, ed ebbe nome Marsachis; e costui le fece fare, e d'alotta in qua vi sono state. Or ci partiremo di qui, e diròvi d'un'altra città grande ch'è chiamata Cighingiu.


Della città chiamata Cighingiu
Q
uando l'uomo si parte de Cinghianfu, e' va 3 giornate ver' sciloc, tuttavia trovando città e castella asai di grande mercatantia e d'arti. E' sono idoli e sono al Grande Kane; la moneta ànno di carte. Di capo di queste tre giornate si truova la città di Cighingiu, ch'è molto grande e nobile. E' sono come gli altri d'ogne cosa, e ànno da vivere d'ogne cosa assai. Una cosa ci avenne ch'io vi conterò. Quando Baian, barone del Grande Kane, prese tutta questa provincia, po' ch'ebbe presa la città mastra, mandò sua gente a prendere questa città, e questi s'arendero. Come fuoro ne la terra, trovaro sí buon vino, che s'inebriaro tutti; e stavano come morti, sí dormíeno. Costoro, vedendo ciòe, uciselli tutti, sí che neuno ne scampò, in quella notte; e no dissono né bene né male, sí come uomini morti. E quando Baian, signore de l'oste, seppe questo, mandòvi molta gente e fecela prendere per forza; presa la terra, tutti gli ucisero e misegli a le spade. Or ci partiremo di qui, e diròvi d'un'altra città ch'à nome Sugni.


Della città chiamata Sugni
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ugni è una molto nobile città. E' sono idoli e al Grande Kane; moneta ànno di carte. Elli ànno molta seta e vivono di mercatantia e d'arti; molti drappi di seta fanno, e sono ricchi mercatanti. Ell'è sí grande, ch'ella gira 60 miglia, e v'à tanta gente che neuno potrebbe sapere lo novero. E sí vi dico che se fossero uomini d'arme quelli del Mangi, elli conquistebbono tutto 'l mondo; ma elli non sono uomini d'arme, ma sono savi mercatanti d'ogne cosa e sí ànno boni e naturali e savi fisolafi. E sappiate che questa città à bene 6.000 ponti di pietre, che vi paserebbe sotto o una galea o 2. E ancor vi dico che ne le montagne di questa città nasce lo rebarbero e zezebe in grande abondanza, ché per uno veneziano grosso s'avrebbe ben 40 libbre di zezibere fresco, ch'è molto buono. Ed à sotto di sé 16 città molto grandi e di grande mercatantia e d'arti. Or ci partimo di Suigni, e diròvi d'un'altra ch'à nome Ingiu. E questa è lungi da Sugni una giornata: ell'è molto grande e nobile, ma perché non v'à nulla da ricordare, diròvi d'un'altra ch'à nome Unghin. Questa è grande e ricca. E' sono idoli e al Grande Kane; e la moneta è di carta. Quin'àe abondanza d'ogni cosa; e sono mercatanti e molto savi e buoni artefici. Or ci partiamo di qui, e diremo di Cianga, ch'è molto grande e bella, e àe ogne cosa come l'altre; e favisi molto zendado. Qui no à 'ltro da ricordare: partimoci ed andamo a la nobile città di Quisai, ch'è la mastra città del reame deu Mangi.


Di Quinsai
Q
uando l'uomo si parte de la città de Cianga, e' va 3 giornate per molte castelle e città ricche e nobili, di grandi mercatantie e arti. E' sono idoli e al Grande Kane; e ànno moneta di carta. Egli ànno da vivere ciò che bisogna al corpo de l'uomo. Di capo di queste tre giornate, si truova la sopranobile città di Quinsai, che vale a dire in francesco 'la città del cielo'. E conteròvi di sua nobiltà, però ch'è la piú nobile città del mondo e la migliore; e dirovi di sua nobiltà secondo che 'l re di questa provincia scrisse a Baian, che conquistò questa provincia de li Mangi; e questi la mandò al Grande Kane, perché, sappiendo tanta nobiltà, no la farebbe guastare. Ed i' vi conterò per ordine ciò che la scrittura contenea; e tutto è vero però ch'io Marco lo vidi poscia co mi' occhi. La città di Quinsai dura in giro 100 miglia, e à 12.000 ponti di pietra; e sotto la maggior parte di questi ponti potrebbe passare una grande nave sotto l'arco, e per gli altre bene mezzana nave. E neuno di ciò si maravigli, perciò ch'ell'è tutta in acqua e cerchiata d'acqua; e però v'à tanti ponti per andare per tutta la terra. Questa città à 12 arti, cioè di ciascuno mistieri una; e ciascun'arte à 12.000 stazioni, cioè 12.000 case; e 'n ciascuna bottega àe 'lmeno 10 uomini e in tal 15, e in tal 20 e in tal 30 e in tal 40, non tutti maestri ma discepoli. Questa città fornisce molte contrade; quiv'à tanti mercatanti e sí ricchi e in tanto novero, che non si potrebbe contare che si credesse. Anco vi dico che tutti li buoni uomini e le donne e li capi maestri no fanno nulla di lor mano, ma stanno cosí dilicatamente come fossono re e le donne come fossono cose angeliche. Ed èvi uno ordinamento che neuno può fare altr'arte che quella che fece suo padre: se 'l suo valesse 100.000 bisanti d'oro, no oserebbe fare altro mistiere. Anche vi dico che verso mezzodie àe un lago che gira ben 30 miglia, e tutto d'intorno à be' palagi e case fatte meravigliosamente, che sono di buoni uomini gentili; ed àvi monisteri e abadie d'idoli in grande quantità. Nel mezzo di questo lago à due isole: su ciascuna à uno molto bel palagio e ricco, sí ben fatto che bene pare palagio d'imperadore. E chi vòle fare nozze o convito, fàllo in questi palagi; e quini si è sempre forniti di vasellamenti, di scodelle e di taglieri e d'altri fornimenti. Ne la città à molte belle case e torri di pietre e spesse, ove le persone portano le cose quando s'aprende fuoco ne la città, ché molto spesso vi s'acende, perché v'à molte case di legname. E' manucano tutte carne, cosí di cane e d'altre brutte bestie come di buone, che per cosa del mondo niun cristiano manicrebbe di quelle bestie ch'elli mangiano. Anco vi dico che ciascuno dei 12.000 ponti guarda 10 uomini di die e di notte, perché neuno fosse ardito di ribelare la città. Nel mezzo de la terra à un monte, ov'à suso una torre, ove sta sempre suso uno uomo con una tavoletta in mano, e dàvi suso d'un bastone che ben s'ode da lunga. E questo fae quando fuoco s'acende ne la terra, o altra battaglia e mischia vi si facesse. Molto la fa ben guardare il Grande Kane, però ch'è capo di tutta la provincia deu Mangi, e perché n'à di questa città grande rédita, sí grande ch'a pena si potrebbe credere. E tutte le vie de la città so' lastricate di pietre e di mattoni, e cosí tutte le mastre vie de li Mangi, sí che tutte si posson cavalcare nettamente, ed a piede altressíe. E ancora vi dico che questa città à bene 3.000 stufe, ove si prende grande diletto gli uomini e le femine; e vannovi molto spesso, però che vivono molto nettamente di lor corpo. E sono i piú be' bagni del mondo e' magiori, ché bene vi si bagna insieme 100 persone. Presso a questa villa a 15 miglia è 'l mare Ozeano, tra greco e levante. E quine è una città ch'à nome Gianfu, ov'è molto buon porto, ov'à molte navi che vegnono d'India e d'altri paesi; e da questa città al mare àe un grande fiume, onde le navi posson venire insino a la terra. Questa provincia de li Mangi lo Grande Kane l'à partita in otto parti e ànne fatte 8 reami grandi e ricchi, e tutti rendono ogn'anno trebuto al Grande Kane. E in questa città dimora l'uno di questi re, e à ben sotto sé 140 cittadi grandi e ricche. E sapiate che la provincia de li Mangi à bene 1.200 cittadi, e ciascuna à guardie per lo Grande Kane, com'io vi dirò. Sapiate che in ciascuna quella che meno n'àe, si à 1.000 guardie; e di ta' n'à 10.000 e di tali 20.000 e 30.000, sí che 'l novero sarebbe sí grande, che non si potrebbe contare né credere di leggeri. Né none intendiate che quelli uomini sieno tutti Tarteri, ma vi n'àe del Catai, e no son tutti a cavallo quelle guardie, ma grande partita a piede. La rédita ch'à 'l Grande Kane di questa provincia de li Mangi no si potrebbe credere né a pena scrivere, e ancora la sua nobilità. L'usanza de li Mangi sono com'io vi dirò. Egli è vero, quando alcuno fanciullo nasce, o maschio o femina, il padre fa scrivere il die e 'l punto e l'ora, il segno e la pianeta sotto ch'egli è nato, sicché ognuno lo sa di sé queste cose. E quando alcuno vuole fare alcun viaggio o alcuna cosa, vanno a loro stérlogi, in cu' ànno grande fede, e fannosi dire lo lor migliore. Ancora vi dico, quando lo corpo morto si porta ad ardere, tutti i parenti si vestono di canivaccio, cioè vilmente, per dolore, e vanno cosí presso al morto, e vanno sonando stormenti e cantando loro orazioni d'idoli. Quando sono làe ove 'l corpo si dé ardere, e' fanno di carte uomini, femini, camelli, danari e molte cose. Quando il fuoco è bene aceso, fanno ardere lo corpo con tutte queste cose, e credono che quel morto avràe ne l'altro mondo tutte quelle cose da divero al suo servigio; e tutto l'onore che gli è fatto in questo mondo quando s'arde, gli sarà fatto quando andrà ne l'altro per gl'idoli. E in questa terra è 'l palagio del re che si fugío, ch'era signor de li Mangi, ch'è il piú nobile e 'l piú ricco del mondo; ed io vi ne dirò alcuna cosa. Egli gira 10 miglia; è quadrato, col muro molto grosso e alto, e atorno e dentro a questo muro sono molto belli giardini, ov'è tutti buoni frutti. Ed èvi molte fontane e piú laghi, ov'à molti buoni pesci; e nel mezzo si è 'l palagio grande e bello. La sala è molto bella, ove mangerebbe molte persone, tutta dipinta ad oro ed azuro, co molte belle storie, ond'è molto dilettevole a vedere, ché per tutte le mura e la copertura non si può vedere altro che pinture ad oro. Non si potrebbe contare la nobeltà di questo palagio, ché v'à 20 sale tutte pare di grandezza, e sono tamante che bene vi mangerebbe agiatamente 10.000 uomini; e si à questo palagio bene mille camere. Anche sapiate che 'n questa città à bene 160.000 di tomain di fumanti, cioè di case, e ciascuno tomain è 10 case e fumanti: la somma si è 1.600.000 di magioni d'abitanti, ne le quali à grandi palagi. E àvi una chiesa di cristiani nestorini solamente. Sapiate che ciascuno umo de la villa e de' borghi à scritto in su l'uscio lo nome suo e di sua moglie e de' figliuoli e fanti e schiavi, e quanti cavalli tiene. E s'alcuno ne mure, fa guastare lo suo nome, e s'alcuno ne nasce, sí 'l vi fa scrivere, sí che 'l segnore de la villa sa tutta la gente per novero ch'à ne la villa, e cosí si fa in tutta la provincia de li Mangi e del Catai. Ancora v'àe un altro costume che gli albergatori scriveno in su la porta de la casa tutti gli uomini degli osti suoi, e 'l die che vi vegnono; e quando se ne vanno sí lo spegnono, sí che 'l Grande Kane può sapere chi va e chi viene. E questa è bella cosa e savia. Or v'ò detto di questo una parte. Or vi vò' contare de la rendita ch'àe il Grande Kane di questa terra e suo distretto, ch'è de le nove parti l'una de li Mangi.


La rédita del sale
O
r ve conterò de la rédita ch'àe il Grande Kane di Quisai e delle terre che sono sotto di lei; e prima vi conterò del sale. Lo sale di questa contrada rende l'anno al Grande Kane 80 tomain d'oro: ciascuno tomain è 80.000 saggi d'oro, che monta per tutto 6.400 di saggi d'oro - e ciascuno saggio d'oro vale piúe d'un fiorino d'oro -, e questo è maravigliosa cosa. Or vi dirò de l'altre cose. In questa contrada nasce e favisi piú zucchero che in tutto l'altro mondo; e questo è 'ncora grandissima rendita; ma io vi dirò di tutte spezie insieme. Sapiate che tutte spezierie e tutte mercatantie rendono tre e terzo per 100; e del vino che fanno di riso ànne ancora grandissima rendita, e de' carboni e di tutte 12 arti, che sono 12.000 stazzoni, n'à 'ncora grandissima rendita, ché di tutte cose si paga gabella - de la seta si dà 10 per 100. Sí che io Marco Polo, ch'ò veduto e sono stato a far la ragione, la rendita sanza il sale vale ciascun anno 210.000 tomain d'oro; e quest'è il piú smisurato novero del mondo di moneta, che monta 15.700.000. E questo è de le nove parti l'una de la provincia. Or lasciamo stare di questa matera, e diròvi d'una città ch'à nome Tapigni.


Della città che si chiama Tapigni
Q
uando l'uomo si parte de Quisai, e' va una giornata per isiloc, tuttavia trovando palagi e giardini molto belli, ove si truova tutte cose da vivere e asai. Di capo di questa giornata si truova questa città ch'à nome Tapigni, molto bella e grande; ed è sotto Quisai. E' sono idoli, e fanno ardere loro corpo; lor moneta è di carte e sono al Grande Kane. Qui non à 'ltro da dire. Or diremo d'un'altra ch'à nome Nuigiu, ch'è di lungi da quella 3 giornate per siloc; e sono come que' di sopra. Di qui si va 2 giornate ver' siloc, tuttavia trovando castella asai e ville, che pare l'uomo vada per una città; e truovane un'altra, ch'à nome Chegiu, e tutti sono come di sopra. Di qui si va 4 giornate per isiloc, come di sopra. Qui àe ucelli e bestie asai, come leoni grandissimi e fieri. Qui no à montoni né berbíci per tutti li Mangi, ma egli ànno buoi, becchi e capr'e porci assai. Di qui ci partiremo, perché non ci à altro, e andremo 4 giornate e troveremo la città di Ciasia; ed è su uno monte che parte lo fiume, che l'una metà va in su e l'altra in giuso. Tutte queste città sono de la signoria di Quisai: tutti sono come que' di sopra. Di capo de le 3 giornate si truova la città di Cangu - e' sono come quelli di sopra - ed è la sezzaia città di Quisai. Or conincia l'altro reame de' Mangi, ch'è chiamato Fughiu.